Una nuova speranza per chi soffre di ipoparatiroidismo

Ipoparatiroidismo: arriva la prima vera terapia sostitutiva

Una svolta terapeutica per l’ipoparatiroidismo – A Torino, durante il media tutorial organizzato da Ascendis Pharma e dedicato all’ipoparatiroidismo, è emersa una notizia che potrebbe segnare un punto di svolta nella gestione di questa rara patologia endocrina. «Finora abbiamo tamponato e trattato l’ipoparatiroidismo con dei surrogati – ha spiegato Valentina Camozzi, endocrinologa e docente presso l’Azienda ospedale-università di Padova –. Ora abbiamo un farmaco giusto per questa patologia». Si tratta della palopegteriparatide, una terapia innovativa in grado di sostituire in modo fisiologico l’ormone carente.

Come funziona la nuova terapia – La palopegteriparatide è un frammento sintetico del paratormone (PTH) legato a un vettore che ne consente un’azione prolungata nell’arco delle 24 ore. Questo significa che il farmaco riesce non solo a mantenere stabili i livelli di calcio nel sangue (calcemia), ma anche a ridurre i rischi associati alle complicazioni a lungo termine, migliorando la qualità di vita del paziente. È la prima terapia sostitutiva realmente efficace, pensata per agire sulla causa dell’ipoparatiroidismo e non solo sui sintomi.

Endocrinologia: finalmente una cura su misura. Addio ai soli surrogati: ora c’è il farmaco giusto. Meno rischi e più efficacia con la nuova terapia.
Patologie rare: l’Italia in prima linea con la ricerca.

La svolta terapeutica firmata palopegteriparatide

I limiti delle terapie attuali – Fino ad oggi, i pazienti con ipoparatiroidismo sono stati trattati principalmente con calcio e calcitriolo, un derivato della vitamina D. Sebbene queste terapie aiutino a compensare la carenza di PTH, non sono prive di rischi. L’uso prolungato può portare a complicanze come la nefrocalcinosi, ovvero l’accumulo di calcio nei reni, e a problemi ossei dovuti alla mancanza di una regolazione fisiologica del metabolismo minerale. Con la nuova molecola, questi rischi potrebbero essere significativamente ridotti.

Un impatto positivo sulle comorbidità – Uno dei punti di forza della palopegteriparatide è la sua capacità di agire non solo sulla calcemia, ma anche sulle comorbidità associate alla patologia. I pazienti con ipoparatiroidismo possono sviluppare disturbi neurologici, muscolari e renali nel tempo. Grazie all’azione stabile e prolungata della terapia, si aprono nuove prospettive per una gestione integrata della malattia, che tenga conto della complessità clinica del paziente e dei suoi bisogni a lungo termine.

Ricerca e innovazione nella medicina endocrina – La disponibilità di una terapia mirata rappresenta un esempio concreto di come la ricerca possa trasformare la gestione delle malattie rare. «Questa molecola – ha sottolineato Camozzi – garantisce una sostituzione ormonale vera e propria». Si tratta di un traguardo importante anche per il mondo della medicina endocrina, che da tempo attendeva una soluzione più efficace per l’ipoparatiroidismo. L’innovazione terapeutica è frutto di una lunga fase di sperimentazione e collaborazione tra ricerca accademica e industria farmaceutica.

Un futuro più sereno per i pazienti – La disponibilità della nuova terapia apre finalmente la porta a una gestione più serena e fisiologica dell’ipoparatiroidismo. Per molti pazienti, abituati a una routine complessa e a continue regolazioni farmacologiche, questo farmaco rappresenta la possibilità di tornare a una vita più stabile e meno condizionata dalla malattia. Il passo avanti compiuto è significativo, ma sarà fondamentale continuare a investire nella ricerca e nell’accessibilità terapeutica per garantire a tutti i pazienti le cure più adeguate.

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